Del vino, della teologia e degli ebbri spiritualismi: soliloquio attraverso il Ruchè “Vigna del parroco”

Quanto siano stati importanti gli ordini monastici per il vino è ormai chiaro agli occhi degli enoici appassionati; seppur in un’epoca in cui il progresso religioso sembra avanzare e regredire alla stregua di un’aritmia cardiaca, il loro lascito esercita ancora fascino nell’enologia europea. I monaci salvarono il Pinot Nero dall’abisso medievale, rimettendo al calice laContinua a leggere “Del vino, della teologia e degli ebbri spiritualismi: soliloquio attraverso il Ruchè “Vigna del parroco””

Una cartolina da Bacharach

Scrissi del Riesling già nello scorso articolo, rimarcando la nostalgia di un vino che sembra sempre più occultato, nel secolo in cui pare invece maggiormente incline a concedersi. Testimone della trasformazione culturale di un intero popolo, ha ereditato quella aleatorietà che lo contraddistingue, rendendo ogni vendemmia un atto di ricercato e divino conferimento quasi ovunqueContinua a leggere “Una cartolina da Bacharach”

Il Riesling e l’arte della Mosella, tra residui zuccherini e filosofici

Il Riesling è probabilmente una delle varietà più discusse, ma che sempre meno appare sulle tavole incorniciate dalla luce soffusa di un locale fortemente “instagrammabile”. Forse perché il Riesling è questo, il vino della discussione, in grado di liquidare in 375 millilitri un nevrastenico dipsomane, ma di tenere l’anima sospesa di chi è disposto aContinua a leggere “Il Riesling e l’arte della Mosella, tra residui zuccherini e filosofici”

Il Mesolone: la Croatina come ritratto dell’Alto Piemonte

Il Mesolone di Barni, grande espressione della Croatina d’Alto Piemonte, è un viaggio attraverso la terra che ha accolto i passi di scrittori illustri, dove il nettare d’Ottobre in questi luoghi, sembra coniugare alla perfezione il dualismo enoico, quello del bisogno di contemplazione perseguito dai grandi vini, ed il sentimento di liberazione che dovrebbe accompagnareContinua a leggere “Il Mesolone: la Croatina come ritratto dell’Alto Piemonte”

Costa di Sera dei Tabacchei, il riflesso di un territorio straordinario

Dopo aver acquistato quello di Alfonso Rinaldi su altopiemonte, la principale enoteca online sui vini di questo territorio per cui tanto ha fatto e la cui opera di divulgazione continua tutt’ora con incessante passione, torno con piacere a parlare di Erbaluce. Alfonso Rinaldi mi è sempre stato raccontato come una persona splendida, dalle mille doti,Continua a leggere “Costa di Sera dei Tabacchei, il riflesso di un territorio straordinario”

Il Ballu Tundu di Giuseppe Sedilesu, tra vino, arte e caduche convinzioni

Prima di incontrare i vini di Sedilesu ammetto di non aver avuto un buon rapporto con il Cannonau, e solo il tempo e l’analisi critica mi hanno guidato alla comprensione del perché di una tale mia convinzione, che oggi appare più che mai estinta. Non starò qui a tediarvi con la storia del Grenache oContinua a leggere “Il Ballu Tundu di Giuseppe Sedilesu, tra vino, arte e caduche convinzioni”

Del Nizza, della Barbera e della resilienza

Dall’inizio di questo nuovo anno, il tempo per dedicarmi alla scrittura e alla lettura è stato davvero ridotto all’essenziale azione di svolgere documenti, così come la lontananza dal vino mi ha ricordato quanto possa esser triste l’anima temperante di un astemio, tanto quanto lo sia quella cupa di chi eccede all’opposto. Ho parlato spesso dellaContinua a leggere “Del Nizza, della Barbera e della resilienza”

La Petite Chapelle

In un giorno in cui la fredda breccia mattutina sembrava essersi portata via anche la più flebile parvenza di cromatismo, e con questo la già remota voglia di concludere qualcosa alla fine di una alba spenta, decisi di aprire un Hermitage nella speranza di ricongiungermi con la parte di encefalo che accoglie le sensazioni tattili.Continua a leggere “La Petite Chapelle”

Il Trebbiano Spoletino e l’ “Anteprima” di Antonelli

Il Trebbiano Spoletino è stato sicuramente il protagonista di una delle ribalte più entusiasmanti della viticoltura di questo secolo, un autoctono di grande e travagliata storia che è oggi uno dei volti principali di Spoleto e del vigneto umbro. Nome che riporta a quello di molti trebbiani, l’uva chiamata in causa da Plinio il Vecchio,Continua a leggere “Il Trebbiano Spoletino e l’ “Anteprima” di Antonelli”

Il Barolo, il calore della 2003 e la Vignarionda

Descrivere ciò che rappresenta il Barolo è sempre qualcosa di arduo ed estremamente personale, soprattutto quando a leggere o a conversare sono persone legate congenitamente all’argomento, stringendo tra le mani tinte dalle vinacce un calice colmo di sacrifici e di quella stessa materia di cui accenni qualche parola con tono sommesso. In questo la scritturaContinua a leggere “Il Barolo, il calore della 2003 e la Vignarionda”