La Valpolicella più alta

Visitare la cantina di Stefano Accordini è come entrare in un ritratto dall’incontaminata beatitudine, lì dove viene prodotto l’Amarone più alto, sopra i 500 metri di altitudine.

La vista che è possibile scorgere dalla cantina toglie il fiato, è una finestra sull’oltre, una sospensione dalla ricerca pragmatica, in cui anche chi va in anafilassi al solo sentir parlare di filosofia, troverebbe nella propria mente conforto.

Una terra affascinante, un sottosuolo che forse può esserlo ancor di più rispetto a ciò che è visibile. Troviamo una storia che si è depositata, stratificandosi in piani d’argilla, marna, arenaria, e ancora più in alto materializzata in roccia vulcanica, praticamente introvabile nella Valpolicella Classica.

L’influenza del territorio e l’interpretazione personale del produttore rendono l’idea del legame tra figura e paesaggio, relazione che risale ad inizio Novecento quando il padre di Stefano lavorava da mezzadro, rinnovato grazie all’abrogazione di un retaggio medievale, qual’era la mezzadria, con le due leggi consecutive, la prima emanata nel 1964.

Ad oggi l’azienda conta 25 ettari coltivati a pergola e tracce di guyot, un continuum storico e di progresso, dove la crescita di una famiglia e l’origine di un’azienda scorrono nel tempo di un radicale cambiamento della società lavoratrice, del modo di fare vino e della trasformazione di ciò che è l’essenza ed il vino della Valpolicella.

Espressioni come l’Amarone Riserva, proveniente da pergole di quarant’anni del vigneto “Il Fornetto”, ed il Valpolicella Classico prodotto a 600 metri di altitudine, sono espressione di un’intenzionalità inequivocabile, di una diversità territoriale che è il fondamento della dimensione di questi vini, siano essi godibili nella loro semplicità, o richiedenti la vostra massima applicazione cognitiva.


Valpolicella Classico 2019

65% Corvina, 35% Rondinella, 5% Molinara

Un vino semplice e ben fatto. È di color rubino, i profumi vertono ai frutti di bosco, ai fiori e al pepe nero. In bocca è agile, verticale, di buon equilibrio e persistenza.


Valpolicella Ripasso Classico Superiore “Acinatico” 2018

60% Corvina, 20% Rondinella, 15% Corvinone, 5% Molinara

Un vino simbolico, sincretico, la congiunzione tra dinamismo e concentrazione. Le note speziate si avvertono in prima battuta, con richiami di tostatura e vaniglia, per lasciare spazio poi al frutto maturo, di prugna e ciliegia, e ad un lieve accento balsamico. Il sorso è agile, di buon equilibrio, un’altalena tra freschezza ed evoluzione, un ponte tra il primo e l’ultimo calice.


Rosso del Veneto IGT Appassimento “Paxxo” 2018

60% Corvina, 20% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot, 10% Rondinella

Il Paxxo è stato un fuori tema, un impromptus di un grande artista in una serata che fino a quell’accordo procedeva nel migliore dei modi, nella quale ora non sai bene dove rifugiarti, se tra i dissidenti o tra i semper fidelis. È un vino fatto per piacere ad entrambi i volti dell’anima, ad ambedue i mondi. È un raccoglitore di spezie come un raccoglitore di consensi, punta ad accaparrarsi la folla in modo quasi demagogico, ma se ne riconosce la vena artistica. Un po’ alla Bryan Adams. Le note sono balsamiche, di frutta appassita, con prugne in confettura, liquirizia e cacao. Avvolgente in bocca, con buona acidità ed un finale abbastanza lungo.


Amarone della Valpolicella Classico “Acinatico” 2016

75% Corvina, 20% Rondinella, 5% Molinara

Appassimento per 90-120 giorni in fruttai, 24 mesi in botte grande e tonneaux. Un vino di grande finezza e personalità, in un mondo quello dell’Amarone, tanto variegato quanto surclassato dalla sua natura. Ha una concentrazione perfetta, profumi ampi e pronunciati. Le note sono balsamiche, di amarene, di frutta appassita, evolvono gradualmente verso le più complesse, di cacao, liquirizia e vaniglia. Il sorso è ancora giovane ma conciliante, ben teso nella sua verve acida e di grande sapidità, dal lungo finale, sintesi di ciò che non teme il tempo ma che in esso troverà conforto.


Amarone della Valpolicella Classico Riserva “Il Fornetto” 2012

55% Corvina, 35% Corvinone, 10% Rondinella

Il vigneto “il Fornetto”, impiantato nel 1975, è il locum originis della Riserva, prodotta solo nelle migliori annate, in una veste tessuta da 120 giorni di appassimento e 4 anni di barrique. La 2012 incarna il vino che berresti seduto al bancone di un’enoteca ascoltando una cover di Billy Holiday, uno di quelli con cui passeresti un’intera serata senza porti dubbi se, proprio in quell’istante, sei davvero dove vorresti essere. Il calice diventa un esercizio mnemonico e di riflessione, i profumi sono quelli che fuoriescono da una sorta di bauletto tibetano del moderno gaudente, dove alloggiano spezie, fave di cacao, un Montecristo e una traccia di caffè da attirare l’attenzione anche di Candido Portinari. È etereo, balsamico, prosegue con note di kirsch e prugna disidratata. In bocca è avvolgente, sapido, con una tannicità ancora viva ma accomodante ed un finale di lunga persistenza. È una bottiglia di spessore, che non ha bisogno di altro, se non della giusta occasione.


Recioto della Valpolicella Classico “Acinatico” 2016

75% Corvina, 20% Rondinella, 5% Molinara

Il Recioto può esser talvolta il vino perfetto per la meditazione, reggendo come pochi il passo con essa. L’Acinatico ha sicuramente molto da offrire, pecca leggermente di intensità, gli aromi sembrano inizialmente vincolati alla sua viscosità violacea. Esce timidamente su note di frutti neri in confettura, di mirtillo e ribes nero, poi su altre più speziate, di tostatura e cacao. Il sorso è sartico, non stanca mai, estremamente piacevole nel suo equilibrio e di buona persistenza.

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