Il Pignolo Riserva 2014 di Angoris ed il piacere di ciò che non può essere racchiuso

All’atto stesso dello scrivere, quando tratto alcuni vini, vini come questo, mi piace avere un calice vicino, un calice che contenga il motivo dell’attimo stesso. Mi piace aprire una bottiglia in anticipo, seguirne i cambiamenti, e mi piace lasciarne un po’ per la scrittura. Il vino diventa un compagno e accompagnatore della sua stessa storia.

Storia che in questo caso, inizia nella delicatezza di un periodo dilaniante, tra il 1644 e il 1647, durante gli ultimi atti della guerra dei trent’anni.

Terra la cui forza, ha superato conflitti, volgendo oltre il tumultuoso fermento del tempo. Vita che proseguì intingendosi dei più importanti e significativi eventi storici e delle più interessanti personalità. Terreno che fu il lascito dell’imperatore Ferdinando III d’Austria e di cui, il generale Locatello Locatelli, che lo ricevette, scrisse in seguito: “…E qui fra questi campi e questi boschi ho costruito la mia isola felice, ho fatto piantare le vigne e i vini sono buoni. Buoni. Capaci di farmi felice.”

Il Pignolo ci fa rendere conto di come possa essere incredibile il nostro patrimonio ampeleografico e culturale; e la sua natura, prospettica, longeva, dinamica come la sua terra, di come vi sia l’impossibilità di catturare la complessità del trascorso una volta per sempre, e di aspettarci che al rincontro con esso, nulla sia cambiato.

Per questo, un calice diventa dualisticamente viaggio e compagno, lo scrivere il mezzo, lo scritto il concreto bisogno di raccontare qualcosa di significativo. La scoperta come stimolo emozionale di ciò che è non può essere racchiuso e la bottiglia, come recipiente che non può racchiudere, colmando il suo vuoto, una natura troppo sobria e retta per farsi complice dell’emozione che il vino genera.

Il Pignolo Riserva 2014 di Angoris è tutto ciò che rappresenta per me, l’intero percorso fin qui descritto.

È frutto di una vendemmia di tardo Settembre, in un areale che conta circa 1 ettaro, a bassa resa, ricco di Ponca. Alla fermentazione, che dura circa due settimane, segue una maturazione di 48 mesi in tonneaux ed un affinamento in bottiglia di 12 mesi.

Si presenta di color rubino, il profilo organolettico accenna alla straordinarietà di questo vitigno, complesso nelle sue sfumature. Si apre nel tempo, su note balsamiche, speziate, di incenso, kirsch e cuoio. In bocca è coerentemente intenso e complesso, di piacevole avvolgenza, dove il tannino levigato e l’acidità ne confermano la natura longeva, ed al tempo stesso, l’estrema immediata piacevolezza.

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