Per mano in Cannubi: il Barolo Riserva 2007 dei fratelli Serio e Battista Borgogno

Il mondo del vino è spesso fatto di storie e ricordi, che si intrecciano ad un’insaziabile desiderio di conoscenza e studio del proprio territorio. Quando si viene in questi posti è impossibile non cogliere quanto lo si viva nella totalità della sua espressione.

Essere una cantina storica nelle Langhe, in un territorio che porta il nome di Cannubi poi, diventa un mandato culturale, nel rappresentare un patrimonio geografico unico ed irripetibile.

3 ettari immersi nei vigneti di questo cru sono quanto basta per portare alla luce un Barolo magnifico, in grado di sfidare il tempo, farsi attendere, e mostrarsi in una forma mai sotto le aspettative.

È uno di quei vini perfetti per la comprensione di un terroir, di quelli che studieresti per ore, immerso tra le cartine e ai riferimenti geografici, programmando mentalmente un viaggio nei vigneti che lo hanno visto nascere.

Cannubi è complesso, di estremo fascino, armonicamente coniugante i terreni che geologicamente si contrappongono, quello Tortoniano ed Elveziano. Lui li accoglie entrambi, risultando imparagonabile.

Il terreno dove nasce questo Barolo è composto prevalentemente da sabbia, limo ed argilla, con esposizione sud, sud-ovest e sud-est. Affina per 52 mesi, ed il passaggio in legno è riservato al rovere di Slavonia.

La 2007, anno in cui nasce questa riserva, fu molto buona, dall’andamento climatico anomalo, con un inverno mite ed un’estate non particolarmente calda, con scarse precipitazioni. La qualità delle uve raccolte fu elevata, oltre gli auspici, le rese ridotte di circa il 10%, un quadro acido e zuccherino equilibrato. Già allora, si potevano intuire le virtualità di questa annata.

Al naso dimostra ancora la sua esuberante giovinezza anche se con abbondante terziarizzazione, con aromi di confettura di prugna, viola appassita, ancora spazio alla frutta matura, poi tabacco, tè nero, cuoio, cacao, chiodi di garofano ed un corredo aromatico sul quale si potrebbe stare letteralmente delle ore.

Il tannino è addolcito ma ancora presente, ancora una buonissima spalla acida, buona sapidità, grande avvolgenza e persistenza.

Un vino davvero di complessità e longevità da vendere.

Senza dubbio, uno dei Barolo che mai vorrei venisse a mancare nella mia cantina, un piccolo gioiello capace di portarti per mano tra le vigne di Cannubi, e con il tempo, in grado di regalare più di qualche emozione.

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